...La Verità vi farà liberi...

Se pensate che le ideologie siano tramontate, vi sbagliate di grosso. E non sto parlando di un redivivo fascismo o del ritorno delle brigate comuniste. No, niente di tutto ciò. E' qualcosa di molto più becero e ipocrita: è il "politically correct", l'ideologia del terzo millennio. Questo spazio si propone di riflettere, e far riflettere, su qualsiasi argomento, ma in modo politicamente scorretto, anzi scorrettissimo.

giovedì 8 luglio 2010

L'Amicizia

Uno scrittore e filoso statunitense, David Henry Thoreau, diceva che “gli amici non vivono semplicemente in armonia, come alcuni dicono, ma in melodia”. Immagine suggestiva, che ben evidenzia quella “vibrazione” che produce in noi questo sentimento; e più è profonda questa melodia, più questa successione di suoni, risulterà gradevole al nostro orecchio, così come l’amicizia vera risuonerà nel nostro cuore. Nessuno può dirsi estraneo a questo sentimento, perché l’uomo, fin dalla sua nascita, tesse rapporti di amicizia, che lo vivificano, lo riempiono, inserendolo in quello scambio di amore per il quale l’uomo stesso è stato creato. A ben vedere, quindi, un amicizia vera è quanto di più bello un uomo possa sperimentare. In tempi di grande confusione e superficialità, tuttavia, il senso della “vera amicizia” sembra confondersi e sbiadirsi in una serie di derivati, così come la stessa parola “amicizia”, tende ad essere abusata a dismisura, fino a farle perdere il suo significato. Basti pensare agli “amici” di Facebook o a quelli di Maria De Filippi; o, ancora, agli infiniti amici dell’adolescenza, molte volte conoscenti o semplici compagni di esperienze. Al contrario, l’amicizia, in quanto modo di amare, è qualcosa di molto più profondo, e si raggiunge non certo con grande facilità, perché l’amore vero necessita la rinuncia di sé per il bene dell’altro. “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”. Gesù con queste bellissime parole, e con tutta la sua vita, ci ha insegnato la strada della vera amicizia; un’amicizia capace addirittura di “dare la vita”, ossia di sacrificare, per amore, il dono più grande che ognuno di noi ha ricevuto. Ma è proprio in questo donarsi reciprocamente che sgorga la gioia vera, la gioia degli occhi di un amico che si riflette nel nostro piccolo cuore. E se, come dicevo prima, nessuno è escluso da questo meraviglioso rapporto di amore, è proprio perché a nessuno è negato l’Amico per eccellenza, Gesù, Colui che si dona ogni giorno per noi e per la nostra gioia di salvezza. E con Lui, e attraverso Lui, anche le nostre amicizie risplendono di un'altra luce; perché discepole del vero amore, perché capaci di mettere da parte gli egoismi e i tornaconti, perché dirette verso la stessa meta. Non lasciamoci sfuggire un dono così grande; ringraziamo Dio per gli amici che ci ha dato, e doniamoci a loro con tutto noi stessi; impariamo a vivere da amici e lasciamoci conquistare dal nostro più grande Amico: Gesù. Tutto risplenderà di gioia. Come scrive Madre Teresa di Calcutta: “Trova il tempo di essere amico: è la strada della felicità".

martedì 17 novembre 2009

Cosa ci nascondono?

Riporto dal sito del Sindacato autonomo di polizia (SAP):
Influenza H1N1 e vaccino per il personale
"Secondo le ultime notizie, i casi di influenza H1N1, comunemente denominata “suina”, sono sempre più numerosi, sicché forte si fa l’esigenza di tutelare il personale della Polizia di Stato con la somministrazione di un vaccino idoneo a stigmatizzare le probabilità di contagio. A tal proposito il SAP ha rilevato la necessità, ancora una volta, che il Dipartimento proceda garantendo un’adeguata profilassi, che preveda la somministra-zione di un vaccino privo di eventuali sostanze nocive per la salute degli operatori interessati. Difatti, è scientificamente accertato che taluni di questi vaccini (ne esistono di diversi tipi) contengano tamiflu, squalene e/o mercurio, tutte componenti altamente tossiche e dannose. Pertanto, abbiamo chiesto al Ministero di verificare con estrema urgenza se la vaccinazione che si intende somministrare agli operatori di polizia contenga o meno le indicate sostanze, al fine di assicurare e tutelare al meglio la salute del personale interessato."
Qui si afferma che "è scientificamente accertato che taluni di questi vaccini (ne esistono di diversi tipi) contengano tamiflu, squalene e/o mercurio, tutte componenti altamente tossiche e dannose". Se davvero è così accertato, perchè nessuna autorità approfondisce la pericolosità di questi vaccini? E perchè ci spingono a vaccinarci, nonostante, a quanto pare, l'alto rischio di effetti collaterali dovuti a sostanze dannose all'interno del vaccino, considerando anche la bassa mortalità dell'influenza suina? Se la SAP tutela la salute dei poliziotti, di noi, poveri cittadini, chi si occupa? Domande piuttosto inquietanti. Cosa ci nascondono?

venerdì 13 novembre 2009

Influenza suina e vaccino

Riporto un'intervista di S. Teresa Forcades y Villa, Monaca Benedettina, medico specialista in Medicina Interna, con specializzazione conseguita presso la State University di New York e dottorato in Salute Pubblica presso l'Università di Barcellona, riguardo l'influenza suina e al relativo vaccino. L'intervista si trova su youtube, al link che riporto (http://www.youtube.com/watch?v=A0JqQyl09zQ&feature=related). Chi conoscesse lo spagnolo, o anche l'inglese (il video è sottotitolato), andasse a vederlo direttamente. Altrimenti, qui sotto, ho trascritto l'intervista in italiano. La traduzione è di un mio amico, Simone Scannella, che ringrazio. E' un documento, a mio parere, molto importante, che fa luce su molti aspetti e pone molte domande, anche inquietanti, sul trattamento dell'influenza e del relativo vaccino da parte delle istituzioni internazionali (OMS) e dei governi dei vari paesi. Ecco il testo:

"Per prima cosa bisogna contestare l'appellativo affibbiato all'influenza, di virus nuovo e/o speciale: non è così, si evince già dalla stessa categoria che lo classifica (A: virus dell'influenza stagionale; più comune rispetto alle altre 2 categorie virali, B e C, la cui vaccinazione non è effettuata annualmente). Allora, si potrebbe affermare che questa influenza è nuova per gli antigeni presenti (la emaglutinina, H, e la neuraminidase, N): invece no, perché lo stesso gruppo virale ha già contagiato la popolazione mondiale nel 1918, uccidendo circa 20.000.000 di persone. * Il virus in questione resistette fino alla metà degli anni '50, per poi scomparire nel '57; successivamente, il virus comparve nuovamente, nel '77, a causa di una sintetizzazione in laboratorio: fu trovato il corpo di una donna Inuit (Eschimese), morta per la A-H1N1, congelato nel ghiaccio, e dai suoi tessuti venne estrapolato il virus. Dopo il '77, quindi, questo virus entra a far parte del complesso di influenza stagionale. Cosa c'è di nuovo in questa influenza, oggi? Di nuovo c'è il ceppo virale (S-OIV), sconosciuto fin'ora. Questo nuovo ceppo virale è stato diagnosticato per la prima volta il 17 Aprile 2009 (2 casi in California), e da allora si iniziò a parlare di una nuova influenza.. Altra cosa da tenere a mente è che dal 17 Aprile al 15 Settembre (giorno dell'intervista, o comunque ultimo giorno nel quale ha letto i dati), nel mondo si sono registrati 137 casi di morte, su 2.600 casi di contagio (la traduzione inglese è errata); periodo nel quale l'influenza ha già colpito gli abitanti dell'Emisfero Sud, che si trovavano in pieno inverno (essendo le stagioni invertite). Quello che si nota, quindi, è che la mortalità di questa influenza è bassissima, minore addirittura della normale influenza stagionale. Sempre secondo la comunità scientifica, 1/3 delle persone d'età superiore a 60 anni sono già immunizzate da questo virus.
Passiamo ora ad analizzare 2 circostanze alquanto strane, rimaste inesplicate, della scoperta del "nuovo virus": alla fine di Gennaio '09, quindi prima della scoperta del virus, la Farmaceutica Baxter, impresa statunitense con alcune fabbriche in Austria, distribuì a 4 paesi europei (Austria, Repubblica Ceca, Slovenia e Germania) 72 kg
(non sa quantificare il numero di vaccini, ma si tratta di migliaia di migliaia di dosi) di vaccini contro l'influenza normale. Fortunatamente un tecnico di un'impresa Ceca, la Bio Test, che aveva ricevuto il materiale da distribuire, realizzò di sua spontanea volontà una prova ulteriore sui vaccini prima della distribuzione: iniettò il vaccino in alcuni animali (furetti, che sono usati fin dal 1918 per testare i vaccini influenzali), i quali morirono tutti. Colpito profondamente dal risultato del test, effettuò successive analisi più approfondite sul materiale, venendo a scoprire che nel vaccino co-esistevano 2 virus vivi (il virus dell'influenza aviaria, l'influenza che comparve nel 2005, che ebbe come caratteristiche un indice di mortalità elevato, ma un indice di contagio bassissimo: 250 morti, su 600 contagi circa; il virus dell'influenza stagionale, caratterizzato da una bassa mortalità, inferiore all'1%, ma da un indice di contagio elevato); se questi 2 virus vengono inseriti in un’unica provetta, che viene distribuita a migliaia di persone, si sta massimizzando la probabilità che questi due virus si mescolino, creando un virus dall'alta mortalità e dall'alta contagiosità. La Baxter non ha smentito l'articolo della giornalista, anzi ha ammesso quanto sopra descritto. Può essere capitato per caso? Ciò è altamente improbabile, perché i laboratori che sintetizzano i virus per i vaccini lavorano con certi livelli di Bio-sicurezza, e per questo tipo di operazioni si utilizza il livello 3, il massimo, questo vuol dire che chi lavora in questi laboratori sa esattamente quello che passa per le loro mani. Inoltre non è solo la mescolanza di 2 virus il fatto strano, come se non bastasse questi 2 virus vivi (in realtà in tutti i vaccini i virus sono vivi) non erano stati trattati alle radiazioni, che ne attenuano notevolmente l'effetto. La giornalista non ha solo denunciato la Baxter, ma anche la WHO (World Health Organization: OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, organismo dell'ONU) ed il governo dei paesi coinvolti, perché, con i dati a nostra disposizione, è più probabile pensare male che credere ad una casualità incredibile d'eventi (però è importante sottolineare la differenza tra i dati oggettivi, piuttosto che le congetture). Inoltre, bisogna aggiungere, che questo è uno dei laboratori che si occupa del vaccino di quest'anno. La seconda delle irregolarità sopraccitate, è la seguente: abbiamo detto che il 17 Aprile fu diagnosticato il primo caso di influenza A-H1N1, il 29 Aprile (12 giorni dopo) M. Chan, Direttrice Generale dell'OMS, annunciò pubblicamente che avevamo un livello mondiale di allerta pari a 5 (penultimo grado sulla scala, prima del livello 6, nel quale si vive nella pandemia, tra l’altro dichiarato 1 mese dopo: l'11 Giugno), per la prevenzione di una pandemia. Ci possiamo chiedere come l'OMS abbia potuto dichiarare una pandemia, quando questo virus ha una mortalità inferiore alla normale influenza annuale. Com'è che non abbiamo una pandemia tutti gli anni? La risposta è che nel mese di Maggio '09, l'OMS ha modificato la definizione di pandemia da: "un'infezione di un agente infettivo simultaneo, presente in differenti paesi nello stesso tempo e con una mortalità significativa, rispetto al numero di persone contagiate", alla sola definizione sopraccitata senza la parte sulla mortalità! Per terminare questa prima parte della discussione, negli USA, a causa della dichiarazione di pandemia dell'11 Giugno, si è dichiarata l'Emergenza Sanitaria Nazionale, che ha tutta una serie di conseguenze politico-sociali. Questo è stato possibile nonostante negli USA, fino a quel momento, ci fossero stati SOLO 20 contagi e 0 decessi. Inoltre, a Giugno o Luglio (non ricorda), la OMS ha fermato i test di laboratorio per stabilire se le persone fossero affette da influenza suina o meno. In UK, ad esempio, si stabilisce l'infezione attraverso un test telefonico. Quindi, è importate sapere in che modo l'OMS raccoglie i dati sul contagio che poi vengono resi pubblici. Ora sarebbe utile discutere sulle conseguenze politico-sociali della dichiarazione di pandemia. La OMS è una organizzazione internazionale che, normalmente, emana raccomandazioni mediche, questo vuol dire che ogni Paese è poi autonomo di decidere per sé; tutto questo cambiò nel 2005, in quanto fu inserita un'eccezione che in caso di pandemia viene meno la sovranità dei Paesi: la OMS non emana più raccomandazioni, ma ordini (tutto giustificabile, ma con la vecchia definizione...). Cosa sta succedendo ora? Gli organi di governo stanno aspettando che l'OMS decida in merito al vaccino, se renderlo obbligatorio o meno. Com'è possibile essere obbligati ad accettare un vaccino che non si desidera fare? Bhè, in caso di pandemia globale (che non è questo, però, il caso), se una persona non si rende immune dagli effetti del virus, magari può contagiare anche chi sta intorno a lui. E gli organi di controllo nazionali devono assicurarsi che la legge venga rispettata... Ma come? Multa o prigione! In Massachusetts, dove stanno preparando il documento pubblico per la vaccinazione, la multa per chi non rispetta l'obbligo sarebbe pari a 1.000$ per giorno di non vaccinazione. Un altro esempio, che già trova attuazione, è che alcune imprese (in USA, UK, Francia...) hanno emesso un documento nel quale si affermava che se i lavoratori volevano continuare a lavorare per loro dovevano vaccinarsi obbligatoriamente. Un po' di confusione si è creata, anche, su che tipo di vaccino fosse obbligatorio (poiché quello per la suina non era ancora arrivato e quindi nessuno si poteva vaccinare); in realtà i vaccini obbligatori sono 3: uno per la stagionale e 2 per la suina (l'OMS ha raccomandato i laboratori di creare il vaccino in 2 dosi). Bisogna conoscere i fattori che distinguono il vaccino annuale, da quello specifico per la suina, sono 3 principalmente: la prima, sopraccitata, è che la OMS ha raccomandato i laboratori di creare il vaccino in 2 dosi (anche se una minoranza di laboratori, ha già annunciato che lo emetterà in una sola dose). In questo modo, teoricamente, anche per riprendere il discorso di cui sopra, si moltiplica per 3 la possibilità di avere effetti collaterali non-desiderati dall'iniezione di 3 virus vivi (anche se attenuati). La seconda caratteristica nuova, ha a che vedere con i coadiuvanti: secondo quanto denuncia il Sindacato Medico-Infermieristico Francese. Ad esempio, leggendo il contenuto di questo documento di denuncia, la casa farmaceutica Glaxo Smith Kline, una di quelle che sta producendo il vaccino e la responsabile dello studio sui bambini che si sta svolgendo in Spagna (stato pionieristico, che ha accettato la sperimentazione di vaccini su bambini dai 6 mesi alla maggiore età) per vedere quali effetti secondari avrà su di essi, sta utilizzando un coadiuvante mai utilizzato fin'ora. Un coadiuvante più forte del normale, nonostante sia utilizzato su dei bambini. Cos'è un coadiuvante? Un coadiuvante è una sostanza che generalmente si aggiunge ai vaccini per stimolare ed eccitare il Sistema Immunitario, per produrre un'azione immunitaria maggiore; questo si fa perché il vaccino sia efficace fin dall'inizio. In questo caso, le infermiere francesi, hanno denunciato che il coadiuvante che si và ad utilizzare è 10 volte più forte del normale; esso mescola agenti quali: polisorbato e squalene (lo stesso utilizzato con l'Antrace e con i soldati della Guerra del Golfo). E' stato dimostrato come quest'ultimo, soprattutto per quanto riguarda i soldati, ha arrecato gravi danni al sistema nervoso centrale, paralisi, artrite. Questa, quindi, è la seconda novità: l'utilizzo di coadiuvanti mai sperimentati fin'ora; le case farmaceutiche si giustificano affermando che visto che devono produrre milioni e milioni di dosi di vaccino (a conti fatti 4,6 miliardi di dosi, per vaccinare quasi tutta la popolazione mondiale, anche chi non può permetterselo, tramite "donazione" dei paesi più ricchi e delle case produttrici) in questo modo possono inserire meno antigeni. MENO ANTIGENI, PIU' COADIUVANTE: meno stimolazione naturale del sistema immunitario e più eccitazione artificiale, questa è la giustificazione ufficiale. Inoltre, pochi sanno che una eccessiva eccitazione artificiale del Sistema Immunitario può causare malattie autoimmuni. In effetti ce n'è una, nota come la paralisi ascendente di Guillan-Barrè (che può condurre alla morte), che fu conseguente alla somministrazione del vaccino per l'influenza del 1976 negli USA (con una campagna del tutto simile a quella odierna, attraverso media e politici): in questa campagna fu somministrato il vaccino influenzale a 48.000.000 di americani e di questi, circa 3.000 hanno denunciato di avere la sindrome di Guillan-Barrè. Questa cosa è stata accettata come una conseguenza e, similmente, ora i CDC (Centre for Desease, Control and Prevention) statunitensi si esprimono in tale maniera (ovvero, ci saranno, sicuramente, casi di paralisi conseguenti al vaccino...). La terza novità, è che le case farmaceutiche hanno richiesto un accordo (e già ottenuto, negli USA), a causa di questi straordinari sforzi per produrre il vaccino in tempi record, che li assolva (penalmente e finanziariamente) da eventuali effetti secondari del vaccino, anche se essi portano alla morte dell'individuo. Negli USA, K. Sibelius, Ministro della Sanità, ha firmato un documento con le case farmaceutiche che garantisca loro impunità (immunità politica) e che renderà impossibile richiedere ad esse (od ai politici coinvolti) un risarcimento per danni. Questa è la terza novità, che credo essere molto importante; posto che la salute e la vita non si comprano con il denaro, però se la casa farmaceutica o la persona responsabile è disposta a compensare eventuali danni, questo può essere recepito come un’ulteriore garanzia. Se le persone venissero messe a conoscenza, con documenti pubblici e consultabili, dell'impossibilità di risarcimento, si renderebbero conto che sta venendo meno una fondamentale garanzia che il vaccino a cui si sottoporranno non avrà effetti secondari non desiderabili. Per legare la terza novità, con quanto detto in precedenza, il caso Baxter per essere più precisi, se come abbiamo visto i vaccini possono essere contaminati (ed è stato dimostrato che è così! Non sappiamo oggettivamente perché e come, ma il fatto che siano stati contaminati è cosa certa), e se quei vaccini fossero stati utilizzati, oggi avremmo una vera e propria pandemia (questa si con basi reali, anche se scatenata dall'uomo). Altro che quella di oggi, che viene sbandierata senza alcun fondamento. ANCHE SE BISOGNEREBBE CHIEDERSI PERCHE' LA STAMPA INTERNAZIONALE OD I POLITICI NON ABBIANO PARLATO DI QUESTO FATTO, MA TANT'E'... Insomma, sapendo quello che è accaduto a Gennaio e sapendo com'è attualmente la legislazione dell'OMS, il pericolo che questi vaccini che stanno arrivando possano essere contaminati e che, applicando una legge coercitiva, possano essere imposti obbligatoriamente alla popolazione (e che, aggiungo io, essendo impossibile chiedere una punizione, a livello legale, per chi ha prodotto/pubblicizzato ma soprattutto mentito sul vaccino), questo è un rischio che non può essere minimizzato. Così come, giustamente, non si deve promuovere il panico tra la popolazione; però una conto è creare panico, altro è informare liberamente il cittadino (come sta facendo). Non c'è certezza, ma il sospetto è d'obbligo. Se fosse possibile, il vaccino andrebbe analizzato da un laboratorio indipendente.
Cosa accadrebbe ora se iniziasse a morire più gente? O se il virus, come annunciato, mutasse? E' molto importante sapere che è da quasi 70 anni che il virus non muta. Allora com'è possibile che è stata annunciata una mutazione per quest'anno?! Non indaghiamo questo, ma approfondiamo il caso, come già detto, che inizi a morire tanta gente; in questo caso, più che mai, è importante non fare il vaccino, per 2 motivazioni principali: la prima è che se questo virus aumenta la sua mortalità, è perché non è lo stesso! Avrà mutato, magari, ma sicuramente non è lo stesso del quale abbiamo ora i dati. E se ha subito una mutazione, allora, il vaccino è inutile! Così, se non muore una parte importante della popolazione, non è necessario vaccinarsi perché sono più alti i rischi di effetti secondari derivanti dal vaccino che non la percentuale di decesso, se invece inizia a morire una parte considerevole della popolazione, questo può essere dovuto a due motivi: la prima, come già accennato, è che il virus ha mutato, e quindi è inutile fare un vaccino per un virus vecchio; oppure che è un altro o una serie di altri virus, per i quali questo vaccino serve a poco (e, magari, potrebbe essere lo stesso vaccino la via di trasmissione dell'influenza, vedi caso Baxter). Questa è la riflessione che mi sovviene, e concludo con una duplice proposta: da una parte bisogna mantenere la calma, usare le precauzioni usuali per non trarre alcun tipo di contagio, e NON VACCINARSI! Oltre al senso comune, è raccomandato anche dai medici e dalle infermiere, come già visto. La seconda parte della proposta è: non avendo ricevuto informazioni chiare e neutrali circa questa influenza, ho iniziato a collaborare la scorsa settimana con Catalunya Religio (http://blocs.catalunyareligio.cat/), su loro richiesta, e su questo sito metterò a disposizione un documento da firmare nel quale mi appello al popolo per mettere a nostra disposizione tutte le risorse mediche e legali per evitare, principalmente, 2 cose nel nostro Paese (la Spagna!): che questo vaccino sia obbligatorio per la popolazione, e che a quelli che decidano LIBERAMENTE di farsi vaccinare vengano RESTITUITI I DIRITTI FONDAMENTALI, ovvero poter chiedere un rimborso finanziario o quanto meno intentare un'azione legale in caso di effetti collaterali non piacevoli ed imprevisti (come infermità grave o morte).
Non bisogna avere paura dell'influenza suina, perché ha, addirittura, una mortalità inferiore a quella stagionale; ad esempio in Europa, negli anni in cui và bene (poiché l'influenza non è la stessa ogni anno, in alcuni và bene mentre in altri è più mortale) muoiono, per l'influenza o per ragioni ad essa riconducibili, 40.000 persone, negli anni in cui l'influenza è più pesante abbiamo addirittura 220.000 decessi. Purtroppo, in tutto quello che è stato detto, è possibile trovare alcuni elementi che possano indurre timore, spaventare, e credo che questa preoccupazione sia cosa buona ed invece non è buono delegare tutto all'azione politica. Ora siamo ancora in tempo, non è stata ancora dichiarata un'Allerta Sanitaria Nazionale (sempre in Spagna!), che, tra l’altro, non sarebbe giustificabile con i dati a nostra disposizione. Quindi ci è data la possibilità di agire politicamente per assicurare nel nostro paese quei 2 diritto fondamentali vengano garantiti.
Vorrei aggiungere infine (per non trattarlo direttamente durante la discussione sull’influenza) giusto un'altra nota alla faccenda, per dire anche come la penso di tutto ciò... Da sempre la storia dell'essere umano ha visto emergere dei gruppi che volevano dominare il mondo, non è certo una novità... Dai Romani, agli Incas ed a tutti gli altri imperi, magari con buone intenzioni, per carità... Tutti affermavano che il mondo era un insieme caotico, difficile da controllare, così si prendevano l'autorizzazione dal popolo per governare loro questa caoticità, per aiutare l'umanità. E così da un po' di tempo a questa parte, il pianeta affronta problemi di sovrappopolamento. Così, se si aggiunge anche questo alle ipotesi precedenti, le paure non sono del tutto ingiustificate. Ci sono state molte persone che, irresponsabilmente, hanno portato guerra e distruzione sul nostro pianeta, persone che potevano essere fermate con azioni politiche, ma che sono state lasciate libere di fare. Siamo nel XXI secolo, e le persone sono rimaste sempre le stesse... Quindi non è da escludere a priori, la possibilità che tutto ciò non sia solo una fortuita coincidenza, ma un qualcosa di più macchinoso. Riflettendoci, parlare di genocidi, complotti mondiali è un po' controproducente ed, anzi, ora mi dispiace averlo detto! Credo che, però, sia molto importante quello che ho detto all'inizio, che è avvallato da pubblici documenti, da prove, da fatti ed è sufficiente, ad una persona dotata di intelletto, per farsi carico di una responsabilità sociale e scegliere in propria coscienza le proprie azioni. Non mi interessa parlare delle cause, quelle sono di carattere soggettivo, mi interessa parlare dei fatti e dei dati, oggettivamente riscontrabili, poiché i vaccini per la A-H1N1 arriveranno nel giro di poche settimane. E' una questione di DEMOCRAZIA, ad esempio, qui in Catalogna, qualche anno fa, feci parte di un'iniziativa legislativa popolare (per la quale è necessario raccogliere almeno 50.000 firme) per segnalare ai consumatori quali fossero, o meno, i prodotti transgenici (la Spagna è il maggior coltivatore europeo) che andavano a comprare. Furono raccolte ben 102.000 firme, nella sola Catalogna, che appoggiavano l'iniziativa popolare... Bene, nonostante questo, il Parlamento Catalano non prese neanche in considerazione la proposta, non venne proprio discussa! Questo è solo un esempio per far capire di cosa parlo quando dico: "monitorare la qualità della nostra democrazia". Ne esiste una formale, ma all'atto pratico sembra più di essere in una dittatura.
[Qui parla di Aznar e degli attentati di Madrid: sottolinea il fatto che la gente non si è fatta prendere dal panico, come avvenne negli USA, poco prima delle elezioni. Fatto sottolineato dalla comunità internazionale come esempio positivo.]
Bene, l'abbiamo fatto una volta (riferito a quanto scritto tra le parentesi quadre), possiamo farlo di nuovo (riferito al vaccino della suina)!"
S. Teresa Forcades y Villa

lunedì 19 ottobre 2009

Cada vida importa!

Sabato 17 ottobre, un marea di spagnoli (e non solo) è scesa in piazza a Madrid a manifestare contro la nuova legge sull’aborto. Le stime parlano di circa un milione di persone, un “popolo della vita” che, attraverso lo slogan “Cada vida importa” (ogni vita è importante), ha voluto far sentire la propria voce e protestare contro l’ulteriore depenalizzazione di quello che dovrebbe invece essere considerato un omicidio orribile, perché compiuto ai danni di un innocente. La riforma varata dall' esecutivo di Zapatero prevede di concedere a tutte le donne un diritto di libera scelta, se abortire o meno, fino alla 14/a settimana di gravidanza. Questa facoltà è estesa alle minorenni fra i 16 ed i 18 anni senza che i genitori debbano essere informati e tanto meno consultati. L'attuale legge sancisce che l'aborto è consentito in Spagna dietro parere medico solo in tre casi: stupro (fino alla 12/a settimana), malformazione del feto (fino alle 22/a settimana) e pericolo per la salute psicofisica della donna (senza limite di tempo). In pratica quest'ultima disposizione è invocata in più del 90% degli aborti e in alcune cliniche private si sono verificati abusi, con aborti fino al settimo-ottavo mese. In uno scenario europeo e mondiale così desolante, dove ormai l’aborto è un considerato un “diritto acquisito”, questo è un piccolo (ma grandissimo nelle sue proporzioni) segnale che ci sono ancora persone pronte a difendere la vita e la sua cultura. Come si leggeva su uno striscione della manifestazione: "Non esiste il diritto a uccidere, esiste il diritto alla vita". Proprio così. D’altronde, cada vida importa!

giovedì 8 ottobre 2009

La mia preghiera per Caterina

Dal 12 settembre scorso, Caterina Socci, figlia del noto scrittore e giornalista cattolico, è in coma per un improvviso arresto cardiaco. Pubblico quanto scritto dal papà, Antonio Socci, sul sul blog, (parole che interrogano e fanno riflettere tutti noi cristiani) e mi unisco ai tanti che pregano per lei e per tutta la sua famiglia, certo che nessuna preghiera rimane inascoltata e che la nostra cara Mamma celeste non lascia mai soli i suoi figli. Pubblico, infine, la canzone citata da Socci nel testo, "Ojos de Cielo", cantata dalla stessa Caterina, sperando che la sua famiglia e i suoi amici possano sentire al più presto, ancora una volta, la sua bellissima voce.

LA MIA PREGHIERA PER CATERINA

Caro Direttore,
la mia Caterina ha occhi bellissimi. La sua giovinezza ora è distesa su un letto di luce e di dolore. E’ come una Bella addormentata. Ma crocifissa. Mi trovo involontariamente “inviato” nelle regioni del dolore estremo e in questo panorama dolente – se un angelo tiene a guinzaglio l’angoscia – ci sono diverse cose che mi pare di cominciare a capire.
La prima notizia è che il mio cuore batte. Il nostro cuore continua a battere. So bene che normalmente la cosa non fa notizia. Neanche la si considera. Finché non capita che a tua figlia, nei suoi 24 anni raggianti di vita, alla vigilia della laurea in architettura per cui ha studiato cinque anni, d’improvviso una sera il cuore si ferma e senza alcuna ragione. Si ferma di colpo (o, come dicono, va in fibrillazione).
Lì, quando ti si spalanca davanti quell’abisso improvviso che ti fa urlare uno sconfinato “nooooo!!!”, cominci a capire: è la cosa meno scontata del mondo che in questo preciso istante il cuore dei tuoi bimbi, il mio cuore o il tuo, amico lettore, batta.
Quante volte ho sentito don Giussani stupirci con questa evidenza: che nessuno fa battere volontariamente il proprio cuore. E’ come un dono che si riceve di continuo, senza accorgersi. Istante per istante dipendiamo da Qualcun Altro che ci dà vita…
C’illudiamo di possedere mille cose e di essere chissacchì, ma così clamorosamente non possediamo noi stessi. Un Altro ci fa. In ogni attimo. Vengono le vertigini a pensarci. Allora si può solo mendicare, come poveri che non hanno nulla, neanche se stessi, un altro battito e un altro respiro ancora dal Signore della vita (“Gesù nostro respiro”, diceva una grande santo).
Certo, si ricorre a tutti i mezzi umani e a tutte le cure mediche. Che oggi sono eccezionali e personalmente devo ringraziare degli ottimi medici, competenti e umani. Ma anch’essi sanno di avere poteri limitati, non possono arrivare all’impossibile, non potrebbero nulla se non fosse concesso dall’alto e poi se non fossero “illuminati” e guidati.
Rex tremendae majestatis… E’ Lui il padrone e la fonte della vita e di ogni cosa che è. E i nostri bambini e le nostre figlie sono suoi. E’ teneramente loro Padre. Allora – con tutte le nostre pretese annichilite e l’anima straziata – ci si scopre poveri di tutto a mendicare la vita da “Colui che esaudisce le preghiere…”.
Mendico di poter riavere un sorriso da mia figlia, uno sguardo, una parola… D’improvviso ciò che sembrava la cosa più ovvia e scontata del mondo, ti appare come la più preziosa e quasi un sogno impossibile… Son pronto a dare tutto, tutto quello che ho, tutto quello che so e che sono, darei la vita stessa per quel tesoro.
Ci affanniamo sempre per mille cause, obiettivi, ambizioni che ci sembrano così importanti da farci trascurare i figli. Ma oggi come appare tutto senza alcun valore al confronto dello sguardo di una figlia, alla sua giovinezza in piena fioritura…
Un gran dono ha fatto Dio agli uomini rendendoli padri e madri: così tutti possono sperimentare che significhi amare un’altra creatura più di se stessi. E così abbiamo una pallida idea del suo amore e della sua compassione per noi…
Caterina è una Sua prediletta, come tutti coloro che soffrono. Mi tornano in mente le parole di quella canzone spagnola cantata splendidamente dalla mia principessa e dedicata alla Madonna, “Ojos de cielo”, che dice: “Occhi di Cielo, occhi di Cielo/ non abbandonarmi in pieno volo”.
Riascolto il suo canto, con il nodo alla gola, come la sua preghiera: “Se guardo il fondo dei tuoi occhi teneri/ mi si cancella il mondo con tutto il suo inferno./ Mi si cancella il mondo e scopro il cielo/ quando mi tuffo nei tuoi occhi teneri./ Occhi di cielo, occhi di cielo,/ non abbandonarmi in pieno volo./ Occhi di cielo, occhi di cielo,/ tutta la mia vita per questo sogno…/ Se io mi dimenticassi di ciò che è vero/ se io mi allontanassi da ciò che è sincero/ i tuoi occhi di cielo me lo ricorderebbero,/ se io mi allontanassi dal vero./ Occhi di cielo..”.
E infine quell’ultima strofa che oggi suona come un presagio: “Se il sole che mi illumina un giorno si spegnesse/ e una notte buia vincesse sulla mia vita,/ i tuoi occhi di cielo mi illuminerebbero,/ i tuoi occhi sinceri, che sono per me cammino e guida./ Occhi di cielo…”.
E’ con questa speranza certa che subito ho affidato il mio tesoro e la sua guarigione nelle mani della sua tenera Madre del Cielo. Per le parole, chiare e intramontabili di Gesù che ci incitano “chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”, che promettono “qualunque cosa chiederete al Padre nel mio nome, egli ve la darà” e che esortano a implorare senza stancarsi mai come la vedova importuna del Vangelo (che – se non altro per la sua insistenza – verrà esaudita).
Sappiamo che la Regina del Cielo è con noi: pronta ad aprirci le porte dei forzieri delle grazie. E’ lei infatti il rifugio degli afflitti e la nostra meravigliosa Avvocata che può ottenere tutto dal Figlio. Già il primo miracolo, a Cana, gli fu dolcemente “rubato” da lei che ebbe pietà di quella povera gente…
In questi giorni ho ricordato le pagine del Monfort e quelle di s. Alfonso Maria de’ Liguori, “Le glorie di Maria”. E’ stupefacente come duemila anni di santi e di sante ci invitano a essere certi del soccorso della Madonna perché “non si è mai sentito che qualcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo aiuto, abbia cercato il tuo soccorso e sia stato abbandonato” (S. Bernardo).
“Ogni bene, ogni aiuto, ogni grazia che gli uomini hanno ricevuto e riceveranno da Dio sino alla fine del mondo, tutto è venuto e verrà loro per intercessione e per mezzo di Maria” (s. Alfonso), perché così Dio ha voluto.
Infatti “nelle afflizioni tu consoli” chi in te confida, “nei pericoli tu soccorri” chi ti chiama: tu “speranza dei disperati e soccorso degli abbandonati”. Misero me se non la riconoscessi come Madre, convertendomi (questo significa: “sia fatta la tua volontà”) e lasciandomi guarire nell’anima. Per ottenere anche la guarigione del corpo.
Ma quanto è commovente accorgersi di avere una simile Madre quando si sente concretamente il suo mantello protettivo fatto dai tanti fratelli e sorelle nella fede, pronti ad aiutarti, dai giovani amici di Caterina, bei volti luminosi che condividono l’esperienza cristiana suscitata da don Giussani, dai tantissimi amici di parrocchie, comunità, dagli innumerevoli conventi di clausura e santuari – compresi radio e internet – dove in questi giorni si implora la Madonna per Caterina. Come non commuoversi?
Ho ricevuto decine di mail anche da persone lontane dalla fede che, per la commozione della vicenda di mia figlia, sono tornate a pregare, si sono riaccostate ai sacramenti dopo anni. E hanno compreso di avere una Madre buona che si può implorare e che non delude.
Ma è anzitutto della mia conversione che voglio parlare. Ci è chiesto un distacco totale da tutto ciò che non vale e non dura. Perché solo Dio non passa. Cioè resta l’amore.
Così quando ho saputo dei 4 mila bambini malati di un lebbrosario in India che, con i missionari (uomini di Dio stupendi e immensi), hanno pregato per la guarigione di Caterina, dopo l’emozione ho capito che quei bimbi da oggi fanno parte di me, della mia vita e della mia famiglia.
E così pure i poveri moribondi curati da padre Aldo Trento in Paraguay che hanno offerto le loro sofferenze per Caterina. Voglio aiutarli come posso.
Portando tutto il dolore del mondo sotto il mantello della Madre di Dio, affido a lei la guarigione di Caterina, perché torni a cantare “Ojos de cielo” per tutti i poveri della nostra Regina.
“Mia Signora, tu sola sei la consolazione che Dio mi ha donato, la guida del mio pellegrinaggio, la forza della mia debolezza, la ricchezza della mia miseria, la guarigione delle mie ferite, il sollievo dei miei dolori, la liberazione dalle mie catene, la speranza della mia salvezza: esaudisci le mie suppliche, abbi pietà dei miei sospiri, tu che se la mia regina, il rifugio, l’aiuto, la vita, la speranza e la mia forza” (S. Germano).

Antonio Socci

fonte: Libero (c) 6 ottobre 2009

http://www.antoniosocci.com/

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mercoledì 7 ottobre 2009

Beata Vergine del Rosario

Era l’alba del 7 ottobre 1571. Il Golfo di Lepanto si preparava ad assistere ad una delle più grandi battaglie navali della storia, forse la più grande se si considera l’enorme posta in gioco. Da una parte il terribile Impero Ottomano, con a capo l’esperto condottiero Kapudan Pascià, dall’altra la Lega Santa, composta soprattutto da italiani (Stato Pontificio, Venezia, Malta, Granducato di Toscana) e dall’Impero Spagnolo, affidata alla guida di Don Giovanni d’Austria. Gli ottomani erano più numerosi e sotto un comando unitario molto più efficiente, mentre le forze cristiane erano state riunite a fatica da San Pio V di fronte al comune pericolo. La battaglia iniziò a mezzogiorno: da una parte e dall'altra fu schierata la più grande armata che si fosse mai vista sul mare. Non vi furono, in effetti, altre battaglie navali che abbiano impiegato un numero così elevato di uomini e di navi, che abbia causato un numero più elevato di morti da una parte e dall'altra e un risultato altrettanto determinante per la storia dell'umanità. Il durissimo scontro si concluse con una schiacciante vittoria delle armate cristiane; la battaglia fu decisiva non solo per la storia del Mediterraneo, ma fu anche un successo definitivo contro l'avanzata dell'islamismo, iniziata all'epoca degli arabi; fu, soprattutto, un successo decisivo per la salvaguardia della civiltà europea. Lo stesso giorno, nel tardo pomeriggio, mentre il tesoriere del Santo Padre Bussotti gli mostrava alcune carte, Pio V si alzò, andò alla finestra e rimase a guardare lontano, poi disse: «Non è tempo di affari, affrettatevi a ringraziare il Signore, perché la nostra flotta ha riportato la vittoria». San Pio V aveva, infatti, ordinato di dire il Rosario in tutte le chiese d’Europa e di Roma per sostenere la flotta della Lega Cattolica, invocando l’aiuto prezioso della Santa Vergine Maria. Nella bolla “Salvatoris Nostris” la definirà come una vittoria «dell’umile e potente preghiera mariana» e incoraggiò la recita del Rosario, che in breve tempo divenne la preghiera popolare per eccellenza. Chiamata inizialmente come “Santa Maria della vittoria”, la memoria del 7 ottobre è celebrata oggi come “Beata Vergine Maria del Rosario”. La festa ci ricorda la forza di questa semplice preghiera, il Rosario, definito da pontefici e teologi come “il vangelo degli umili”, pregato dai cristiani nei grandi pericoli pubblici, preghiera collettiva che salva quando ogni intervento umano è impotente. Forse occorre oggi più che mai, in così grandi tempi di crisi per la Chiesa e per il mondo; certo, è finito il tempo delle Crociate, ma sono vivi più che mai i pericoli per le anime delle persone, per la fede cattolica e per la Chiesa stessa, molti dei quali si nascondono proprio al suo interno. Affidiamo a Maria la nostra vita e la lotta contro le “forze delle tenebre”; affidiamo a lei la “buona battaglia”, perché come dice San Massimiliano Kolbe, «è l'Immacolata, il rifugio dei peccatori, [..] la debellatrice del serpente infernale».

Fonti
M. Blondet, “Un bel rosario”, http://www.effedieffe.com/
Paolo Possenti, “Le radici degli italiani”, vol. III, Effedieffe edizioni, 2001
Card. Angelo Scola, “Il Rosario”, Il Timone, Anno XI, Settembre-Ottobre 2009

martedì 29 settembre 2009

Sancte Michael Archangele

Di San Michele Arcangelo non si parla più nella Chiesa, né si invoca più la sua protezione contro il demonio. D’altronde, non si parla più del demonio, del peccato, dell’inferno, sotto la spinta di una “certa teologia” che considera inconcepibile un’eternità di dannazione, tradendo le parole stesse di Gesù: «Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridor di denti» (Mt. 13,49-50). Questo è ormai “scandaloso” per una fede che sembra doversi adattare alle mode del mondo, ad un buonismo che depenalizza ogni responsabilità delle proprie azioni e la conseguente pena. Dio è misericordioso? Assolutamente sì, ma Dio è anche giusto. Non può salvarci senza il nostro consenso, non può perdonarci se non glie lo chiediamo. Come dice S. Agostino: «Quel Dio che ha creato te senza di te, non può salvare te senza di te». E questo perché Dio ha creato l’uomo libero e perciò responsabile, per cui la negazione dell’inferno implica anche l’assurda negazione della libertà umana, oltre che della giustizia di Dio. Non spetta a noi dire chi è salvato e chi è dannato, ma spetta a tutti i cristiani, alla Chiesa, mettere in guardia gli uomini dalla possibilità dell’eterna dannazione. «Andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato...» (Mc. 16, 15-16). Invece oggi, se ne parla sempre meno, esorcizzando la morte e tutto quello che ne consegue. Nel catechismo non si insegna più cosa è il peccato, la differenza tra peccato veniale e mortale, e le sue conseguenze per la nostra anima; non si parla più Satana, il nemico per eccellenza, ne si spinge a fuggire le tentazioni, a fare penitenza per ottenere la Grazia necessaria per non cadere, quasi che la salvezza fosse già garantita. «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita e pochi sono quelli che la trovano» (Mt. 7, 13-14). Facile è la perdizione, e proprio per questo occorre invocare San Michele Arcangelo, principe delle Milizie Celesti, perché nel combattimento spirituale di ogni giorno, ci assista e ci protegga dalle seduzioni di Satana. Iniziamo da oggi, 29 settembre, festa degli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.
Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio; ut non pereamus in tremendo iudicio”.